La maschera di Venezia compare già nel lontano 1268 e i maschereri lavoravano già al tempo del Doge Foscari con un loro regolamento risalente al 1400. ⠀
I maschereri, di solito, appartenevano alla categoria dei pittori ed erano aiutati da targheri, artigiani che dipingevano i volti sopra lo stucco. Le maschere erano, come lo sono tutt’oggi, fatte di cartapesta e impreziosite con gioielli e tessuti.
La produzione di maschere si intensificò sempre di più negli anni tanto che a fine 1700 si contavano già 12 botteghe di maschereri, diventando come il Carnevale, anche loro simbolo di libertà e voglia di colori.⠀
Una volta la maschera veneziana era permessa non solo durante il Carnevale, ma anche in molte altre occasioni come a Santo Stefano (che segnava l’inizio del Carnevale per i veneziani), oppure durante i 15 giorni dell’Ascensione. Mentre altri elementi come la Bauta e il tabarro erano consentite anche durante le feste e i banchetti più importanti.⠀
La Bauta
Era una maschera utilizzata sia dagli uomini che dalle donne ed era un obbligo per le donne sposate che dovevano andare a teatro, mentre veniva proibita alle ragazze in età da matrimonio. Questa era inoltre una maschera che permetteva di bere e mangiare senza mai dover essere tolta e quella tutta bianca veniva chiamata anche larva, dal suo significato latino di maschera o fantasma.
La Moretta
Una delle più tipiche maschere veneziane era proprio la moretta, un ovale in velluto nero utilizzata dalle donne che, almeno inizialmente, dovevano reggerla tenendo in bocca un bottoncino posto sul retro, diventando così mute.
La possiamo vedere anche nell’opera di Pietro Longhi “Il Rinoceronte”, che potete ammirare a Ca’ Rezzonico.
La Colombina
Tra le maschere più utilizzate anche ai nostri giorni c’è, di sicuro, la colombina. Una maschera questa, che incarna la furbizia delle ancelle affondando le radici nelle opere di Plauto e affermandosi poi nuovamente intorno al ‘500 grazie alla Compagnia degli Intronati.
Il medico della peste
L’aspetto della maschera del medico della peste che conosciamo, è stata creato da Charles de Lorme, medico francese del XVII secolo.
Anche se adesso è usata per il Carnevale, all’epoca veniva utilizzata proprio dai medici per proteggersi dalla malattia quando andavano a visitare i malati di peste.
La maschera copriva il viso del dottore e gli ovali all’altezza degli occhi erano protetti con due pezzi di vetro, mentre il lungo becco veniva riempito con erbe aromatiche in grado di filtrare e pulire l’aria respirata dal medico. Anche se oggi ti può sembrare una precauzione inutile, all’epoca era diffusa la dottrina per la quale il contagio era dovuto all’aria malsana.