Il caffè a Venezia ha origini molto antiche, quelle che l’hanno reso così famoso e conosciuto poi in tutto il mondo.
Tostatura, macinazione, estrazione del liquido e i vari modi di servirlo. Nel corso dei secoli il caffè è notoriamente diventato un piacevole rito, un’occasione di incontro ed un’esigenza sempre più diffusa tra i popoli.
Il veneziano Carlo Goldoni ne ”La sposa persiana” nel 1753 raccomandava di ”usarlo quindi conviene di fresco macinato/in luogo caldo e asciutto con gelosia guardato”.
Oggi è diventato l’espresso che la maggior parte di noi, ama, noto in tutto il mondo come simbolo d’eccellenza del caffè italiano, espressione della cultura di un’intera nazione, tant’è che è tra i candidati come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO.

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Ma il caffè più antico qual è?

Dopo la conquista dello Yemen, nel 1500, i turchi Ottomani appresero l’arte del caffè valorizzandone la purezza, ovvero senza aromi o spezie usate dagli arabi. Alcuni emissari del sultano, affascinati dalle qualità dell’infuso, decisero di farlo conoscere a palazzo ad Instanbul.

La sostanza riscosse numeroso successo e si aprì così la stagione dei salotti del caffè e la nascita del turk kahvesi: il caffè turco.


In quell’epoca i veneziani, grazie ai commerci con l’Oriente e in special modo con gli Ottomani, conobbero le kahvehane (caffetterie). Luoghi che in Turchia servivano per rilassarsi, oziare e conversare. I veneziani decisero così, che oltre alle spezie, avrebbero importato a Venezia anche il caffè.

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Quando è arrivato precisamente il caffè a Venezia?

La prima notizia risale al 1573, quando l’ambasciatore Costantino Garzoni riferì ai senatori veneziani, che gli Ottomani bevevano spesso questa bevanda.
Agli inizi del 1600, il caffè a Venezia, iniziarono a venderlo gli speziali come medicinale ed era reperibile a caro prezzo. Alcuni decenni dopo, un’ordinanza ne favorì il deposito e il commercio presso il Fondaco dei Tedeschi e la Riva degli Schiavoni. La sua diffusione avvenne in modo capillare grazie agli ambulanti, i quali iniziarono a venderlo al posto del vino Malvasia, poi una volta regolamentata dalla Repubblica, proliferò l’apertura delle botteghe del caffè.

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